07/05/13

[Game Design] Star Junk!


Questa piccola foto sopra mi ha fatto dire... "finalmente" con un sospiro enorme. Rimasto nel così detto Development Hell (cliccate qui per Wikipedia per saperne di più sull'Inferno dello Sviluppo) per più di un anno e mezzo, si tratta della versione Alfa di un N.C.C.G. (Non Collectible Card Game) che sto sviluppando da tempo immemore. Adesso c'è solo bisogno di aspettare il responso della prima partita di alfa test (che sò già che sarà "disastrosa", visto che ho già individuato alcuni bug da rifinire).

Con il senno di poi avrei comprato un intero container di set Alpha di Magic.
I giochi di carte mi sono sempre piaciuti, anche se nel corso del tempo mi sono reso conto che l'estremo successo di questoformati di gioco ha creato dei danni incalcolabili. Mi ricordo ancora quando uscì Magic qui a Firenze. TUTTI giocavano a quel "maledetto" gioco, arrivando a spendere fortune assurde. Questo creò la leggenda dei "bambini mutanti", ovvero quelli che nonostante fossero più giovani di te potevano permettersi tre box delle "Oscurà" e Leggende", mentre te avevi fatto la fame per tre settimane per comprarti 10 bustine. Si diceva che i bambini mutanti in caso di guerra nucleare sarebbero sopravvissuti insieme agli scarafaggi, barcollando per le lande atomiche mormorando ossessivamente se "ciai le magic". Quella situazione è stato però il colpo di grazia del mercato dei giochi di ruolo, perchè i giocatori, improvvisamente, erano scomparsi. In giro c'erano soltanto giocatori di Magic e sopratutto giocatori di White Wolf, che giacchè molti nerd siano contrari alla mia seguente affermazione, dovrebbero essere ringraziati per aver introdotto un sacco di giocatrici nel mondo del gdr. Improvvisamente però TUTTI facevano giochi di carte collezionabili e con tutti intendo TUTTI. Quando anche quel mercato arrivò a collasso, tutto ciò che rimaneva erano le macerie dei giochi di ruolo e dei giochi di carte. Alla fine coloro che rimasero furono pochi sopravvissuti. multinazionali con prodotti transmediali in grado i smuovere una caterva di soldi (le quotazioni di alcune carte di Yugioh! hanno raggiunto delle quotazioni spaventose.. Black Lotus vatti a nascondere!). 
Guardians era un gioco spettacolare, con meccaniche strategiche interessantissime tra eserciti di carte e sopratutto delle illustrazioni INCREDIBILI. peccaot che fosse venuto fuori nel momento della morte totale del mercato dei giochi di carte collezionabili.
Essendo stato un fanatico giocatore di Magic ed essendo arrivato a un passo dal comprare roba come Mox, Time Stop e Time Walk (mi sono fermato a un mazzo coboldi verde rosso con dentro il Berserk, Fork e altre fantastiche carte tutte del set Unlimited) ho subito anche il collasso a livello personale. Mi è basto chiedermi una sola volta quanto ci stessi spendendo sopra e quanto quella passione mi stesse fagocitanto la vita in modo totale. Venduto un sacco di carte, alla fine ho decisi di ritornare ai giochi di ruolo e a qualche sporadico gioco di carte collezionabili, giusto per fare qualche partita con gli amici. Quello che però in tutto questo marasma mi sembrò un ottimo compromesso erano i giochi di carte non collezionabili. Ho sempre trovato il fatto che comprando una scatola dove il gioco sia tutto lì e cpoterlo giocare in più persone delle attrattive troppo forti rispetto ai giochi di carte non collezionabili. Anche se non sono comunque immuni dalla "expansion set disease", basti vedere cosa è diventato Munchkin (ovvero la parodia di se stesso), comprare in più persone un gioco come Bang!, Citadel, Grass, Anima, Fluxx, Si, Oscuro Signore! e Munchkin (limitandosi alle tre espansioni fantasy) è un investimento molto minore, considerdando anche che la maggior parte delle volte hanno una varità di regole e stili di gioco superiore a quella dei giochi di carte collezionabili. Ammetto il caso che tutto questo mio "rant" sia dovuto al fatto che il gioco agonistico non mi è mai realmente piaciuto, ma a mio avviso i vantaggi superano largamente gli svantaggi, sopratutto quando ebay e internet hanno mandato completamente a fanculo il lato social dello scambiare le carte dei giochi di carte collezionabili. Adesso per farti un mazzo forte non devi farti il culo a scambiare. Basta scaricarsi un mazzo prefatto da internet e avere soldi da spendere. Vince alla fine chi ha più soldi e chi dice il contrario mente sapendo di mentire.

Una piccola nota di servizio: Il gioco di carte di Mutant Chronicles era una FIGATA!


03/05/13

360° The Beatles Antologico – Recensione di Mangaforever


Non accade spesso, ma a volte capita di trovare online, quasi per caso, una recensione di un prodotto a cui hai lavorato. Trovarla e leggerla fa piacere, sopratutto se la recensione è positiva (in fondo non è necessario) e sopratutto onesta (cosa ancora più necessaria). Lavorare a questo album devo dire è stato molto piacevole, sia per il tema (mi piacciano molto i Beatles, con dispiacere di mia madre che è una Rolling Stoniana DOC), sia per aver lavorato con i ragazzi della Bookmaker Comics e con Emanuela Cafferini. Si doveva parlare dei Beatles, essendo rispettosi della storia senza però essere didascalici e penso che, visto l'impegno profuso da tutti, l'obbiettivo è stato centrato. Per cui buona lettura della recensione, segnalandovi che dal 2 al 9 maggio la Bookmaker Comics effettuerà spedizioni gratuite dei propri fumetti.

01/05/13

Les bêtes de Black City Tome 2 - Recensione di "Krinein"


Festeggiamo la festa del lavoro (che non c'è), con un post dedicato al lavoro. Il sito francofono Krinein.com, dedicato alla recensione di Cinema, Videogiochi, Fumetti, Musica, Telefilm, Manga, Giochi di Società e tanto altro. Durante l'uscita del primo tomo di Les bêtes de Black City è stata una delle riviste che ci ha dato alla fin fine, il commento più positivo di tutti al fumetto mio e di Lorenzo Nuti. La recensione del secondo tomo conferma la valutazione positiva del primo volume, con alcuni passaggi da citare (perdonate la traduzione non perfetta).

 [...] Un Far West crudo, ambiente naturale per avvoltoi e banditi senza alcuna morale, dove la voce di falsi predicatori ha più autorevolezza del buon senso, dove i soldi corrompono e servono solo per sodddisfare i più bassi istinti [...]

[...] ...la storia di Long John. Questo flashback, piittosto che ostacolare la narrazione, come spesso accate, aiuta invece a comprendere la psicologia del personaggio e, attraverso di lui, di un'intera epoca. Abuso di minore, ignoranza, distorzione della religione, una violenza banalizzata. Tanti motivi che hanno spinto Long John ad allontanarsi dai compagni, sperando in una sola cosa, la morte. [..]

[...] Senza utilizzare un disegno iper-realistico, sono le emozioni a trasparire, in un misto di eccitazione e disgusto. [...] Questo è un esempio perfetto di quello che gli americani chiamano "rough sex" [...].


Non posso che esserne contento, tornando a lavoro sul terzo e ultimo tomo! La vendetta di Jodie, Eloise e Enna arriverà a compimento.

E giusto per dire, Lorenzo ha dimostrato che cazzeggiare con Saints Row: The Third non è una totale perdita di tempo.







29/04/13

[Anima-Azione] Is Tropical - Dancing Anymore

IS TROPICAL - DANCING ANYMORE
Sottotitolo: di seghe mentali, fisiche e videoludiche.

No, non è Second Life.
Prodotto da: Kitsuné e Iconoclast
Diretto da: MEGAFORCE

Lo ammetto, i MEGAFORCE ci stanno abituando proprio "male" perché video come Solitude is a Bliss dei Tame Impala e The Greeks, sempre dei Is Tropical difficilmente non lasciano il segno. Solitude is a Bliss è a dir poco lancinante nel presentare "l'inner universe" di qualcuno che ha appena visto il proprio universo esterno distrutto per un incidente, mentre The Greeks riporta un innoquo gioco tra ragazzini mostrando come le loro menti, così guizzanti dal punto di vista della fantasia, lo riempiano, in modo del tutto innocente tra le altre cose, degli stimoli esterni. Quindi violenza e sopratutto ettolitri di sangue (una scena si rivela poi fondamentale in The Greeks, l'esecuzione modello terrorismo islamico porta a immagini televisive reali e che i ragazzini hanno percepito e integrato nel loro universo in modo assolutamente innocente). Il fatto di aver usato animazione tradizionale modello anime anni '90 è un tocco di classe di art direction che, per quel che mi riguarda, mi fa prostrare ai loro piedi. 

La fisica delle tette è migliore di quella di Dead or Alive.
Torniamo però a Dancing Anymore degli Is Tropical. La sinossi di questo video, che annuncia anche l'uscita del singolo e l'imminente arrivo del loro nuovo album I'm Leaving, è la seguente: Una couguar francese sta istruendo un adolescente su come si fa a pulire una piscina. Pochi sono i consigli, le informazioni scarse. Lei deve uscire, suo marito torna tra quattro ore, il ragazzetto può servirsi della roba in frigo. Fin qui tutto normale, se non che l'adolescente inizia a masturbarsi in giro per l'enorme villa in cui "Miss Callais". Il genio dei/di MEGAFORCE, sta nel modo in cui tutto questo viene rappresentato, anche perché bisogna ancora spiegare cosa ci fa una bionda in cg che fa un handjob a una torre. Formando una sorta di trait d'union con The Greeks, il video di Dancing Anymore parte dagli stessi presupposti, ma li adatta all'età del protagonista. Mettere l'attrice che entra dentro la fantasia del giovane protagonista sarebbe stato troppo semplice, il concetto è  usare nella fantasia gli stimoli esterni per questo il ragazzo mentre si masturba pensa sì alla donna, ma alla sua versione poligonale. Non contento di scoparsi la Miss "Polygon" Callais, coinvolge altri avatar, passando da forme più o meno realistiche a seni sempre più grossi fino a scoparsi una sirena, una specie di giantessa con occhiali da porno segretaria, fino alla proprietaria della villa grossa quanto la sua stessa casa. E questo è solo l'inizio, perché a quel punto l'interazione con l'ambiente diventa nullo. Niente più masturbazione sul letto pensando di essere cavalcati da un avatar in reverse cowgirl. Quello che poi si scatena con l'imminente arrivo del coito altro non è che un gigantesco power tripping, con blowjob fatti sul bordo di una barca lanciata alla massima velocità in un ambiente grafico che, personalmente, ha ricordato il mare di GTA4, threesome fatti su un'isola deserta, sesso gay umano/avatar che non ti aspetti in mezzo a uno scenario di guerra che ricorda la saga bellica di DICE ovvero Battlefield, con un finale che esprime a pieno il delirio di onnipotenza autoerotica sessuale che solo a quell'età si può provare. Farsi fare un blojob dalla nuova Lara Croft (si, quella tutta smontata) sporca di sangue che si agita come fosse una rag doll, mentre tutti intorno a te si ammazzano e si sta suonando la chitarra di Rock Band. Coito arrivato. Silenzio. Fazzoletto nel water. Disgusto di sè stessi da periodo refrattario e via a pulire la piscina. Fine.

La prima cosa che vediamo di Miss Callais.
Un articolo della versione online di Vice definisce questo video come una delle migliori rappresentazioni di masturbazione adolescenziale in cui mi sia mai imbattuto. Personalmente non posso che essere d'accordo, ma aggiungerei alla citazione precedente da qualche parte la parola "videoludico". Sovrainterpretazione? Può darsi, è un pericolo sempre in agguato, ma quando si assistono a problemi poligonali che un qualsiasi appassionato di videogiochi ha assistito il discorso secondo me cambia. Assistere a scopate dove gli avatar passano attraverso i muri, hanno compenetrazioni tra poligoni e la telecamera entra dentro al personaggio rilevandone la struttura poligonale interna serve sia a togliere qualsiasi collegamento con la realtà, ma anche a ribadire il collegamento della fantasia sessuale di una generazione in cui il videogioco è il mezzo di interazione sociale per eccellenza. Anche perché comunque, se ancora oggi si fanno fan art sopratutto porno di personaggi come Chun Li, Cammy e una transgender pre/post op come Poison significa che da qualche parte un "vecchio" adolescente si deve essere masturbato selvaggiamente immaginandosi di farsi cavalcare da Chun Li pixellosa, giusto giusto perché Street Fighter 4 aveva da venire. In futuro metteremo in relazione questo video con Fantasy dei DYE che Youtube ha anche cancellato per ripetute segnalazioni. Con questo, buona visione del video!

20/03/13

Les bêtes de Black City Tome 2 - Recensione di "Zoo"

In una giornata che ammetto è iniziata abbastanza pigramente, arriva una mail che in qualche modo non sono mi risolleva la giornata, ma mi dà motivazione per continuare ad andare avanti. Il magazine francese di "fumetti e arti visuali" Zoo, che questo mese riporta sulla copertina Ekhö monde miroir, il nuovo fumetto di Christophe Arleston e Alessandro Barbucci, in uscita in Italia per la casa editrice BAO con il titolo di Ekhö Mondo Specchio.
Zoo - n°46 - Marzo 2013
Questo però non è un post per parlare del fumetto di Arleston / Barbucci (lo farò a tempo debito quando uscirà in Italia), quando più della recensione che appare a pagina 61 di questo numero. Di cui riporto qui di seguito la scansione.

Recensione di "Les bêtes de Black City Tome 2 - Le poids des chaînes"
Si tratta di una recensione molto interessante, che condenza in poco spazio alcune cosiderazioni  su ciò che io e Lorenzo Nuti (o come erroneamente viene riportato Nuty) abbiamo prodotto con questo secondo volume e vogliamo produrre con questa trilogia. Nella realizzazione grafica viene notato che "I corpi sono mostruosi, distorti, sofferenti, mutilati. Nuti dipinge delle scene di sesso di rara violenza senza indugiare nell'eccesso della rappresentazione stessa." e KB (l'autore della recensione) aggiunge che "Questa visione del sesso fuori del normale e malato evoca il cinema di Cronenberg e certi clichè di Eric Rondespiere.". Apparte la considerazione sul grafismo di Nuti (e questa è una cosa sempre positiva vista la sua bravura) e sulle scene di sesso violento che sono al centro della filosofia de "Le Bestie di Black City", la distruzione del corpo e la sua modifica irreversibile è un qualcosa che effettivamente sta alla base di questa trilogia. Il male si è già compiuto, i corpi sono stati già orrendamente mutilati. Tutto ciò che accade dopo è soltanto una conseguenza e non c'è modo di ignorare la cosa o di superarla. C'è anche un dettaglio che diventerà preponderante nel terzo e ultimo volume di questa trilogia, ovvero "il passato conta e non lascia scampo". Questo tema l'ho voluto far emergere all'interno della storia grazie alla preponderanza dei Flashback. Ci sono tanti flashback incastrati l'uno con l'altro, flashback dentro flashback che riguardano anche personaggi esterni alle protagoniste di Black City, questo a sancire che il loro fare anche insensato è tutto derivante da un passato che ossessiona loro e il lettore e che non lascia nessuna redenzione o soluzione, nonostante si possano fare anche scelte radicali. Per chi ha letto il volume, mi riferisco alla scelta di Eloise su come uccidere Long John. Una scelta che può stupire, ma che alla fine non serve a niente.

Questo è quanto. Keep Calm and Read Comics!

13/02/13

"Les bêtes de Black City Tome 2 - Le poids des chaînes" bussa alla mia porta

Era il 18 ottobre 2011 quando alla mia porta suonò un corriere che mi recapitò un pacco tanto atteso (se volete leggere il mio post relativo a tale avvenimento cliccate pure qui, sul mio vecchio blog Strane idee sul Cervello). Si trattava delle copie di spettanza di Les bêtes de Black City - La chute des anges, primo volume della trilogia di vendetta di Jodie, Eloise e Enna, ex prostitute guidate da un'inesauribile sete di vendetta. E' passato più di un anno da allora e tante cose sono cambiate, la mia vita stessa è cambiata per cui l'arrivo di questo pacco...

...e la sua apertura, non hanno rappresentato più il momento di "solenne giudizio" che speravo ancora fosse. Alla fine sensazioni come [...] e un odore strano mi impatta contro il viso. E' odore di carta patinata e inchiostro "fresco". Un odore che non avevo mai sentito. Tolgo tutte le copie al suo interno, le divido secondo un criterio numerico e guardo con un misto di stupore ed "orrore" lo spettacolo che mi si presenta davanti. Già, lo spettacolo. Qual'è lo spettacolo questa volta?



Questo.... e non provo nemmeno un pensiero o una sensazione che possono essere anche minimamente paragonabili a quelle che più di un anno fa mi hanno animato dentro. Forse sollievo. Si, ho scritto proprio "sollievo". Il 2012 è stato un annus horribilis per me, che ha mutato molto del mio approccio alle cose e alle persone. Questo ovviamente si è riflesso sulla qualità di scrittura di questo secondo numero, che, a mio avviso, è ampliamente sotto la qualità che mi ero fissato di mantenere. Un passo falso? Può darsi. Una dura lezione per tutti? Sicuramente. Dovevo già capirlo che con la pubblicazione del primo ero entrato in una lega differente da quella a cui ero abituato a partecipare. Una lega fatta di responsabilità verso i lettori, verso l'editore e verso se stessi. Come persona e ancora prima come autore. Non è che possa fare molto, è andata così. Ci si ripiglia, si fa tesoro e si lavora a un terzo che spacca i culi e che renda soddisfatto me, il disegnatore Lorenzo Nuti, l'editore Tabou Editions e i lettori.

E questo è quanto.

31/01/13

Si vive ancora...



Sono sopravvissuto alla vita.
Maggiori informazioni in seguito.

19/12/12

[Anima-Azione] Evangelion's Baby

La perniciosità di alcuni dei più fanatici fan di Neon Genesis Evangelion è pari a quella del più fanatico talebano. Al di là dei gusti personali, arrivare a negare i rimandi e ciò che ha ispirato gli autori di Evangelion è una delle cose più odiose e sopratutto più ingrate che si possono fare a un'opera. Ricordate: NOTHING IS ORIGINAL.

Copertina edizione DVD di "The End of Evangelion".
Poster giapponese di "Rosemary's Baby".
Dato che odio aspettare e la curiosità di sapere che cosa si erano inventati allo Studio Khara per Evangelion 3.0, 4Chan mi è venuto in aiuto e mi ha spoilerato tutto il film (Grazie 4chan, Fanculo 4chan). Sulle prime mi sono detto "Scelte interessanti!". Poi però un sottile senso di Dejà vu mi ha assalito... Qualcosa che ritonava alla mente... Avete presente quella "leggenda metropolitana" secondo cui lo Studio Bones avrebbero chiesto aiuto a quelli della Gainax perché non sapevano come far finire Raxephon? Mettiamola così, il favore è stato reso.


E con questa immagine ho detto già troppo. Ricordate dunque, Fuyutsuki err... Alec Freeman vi osserva.


04/12/12

[Grande oriente] Heil Moefication o muerte! Fujoshi chi molla!

Le OS-Tan, perché un tempo sembrava una cosa anche carina.
Moefication. Cos'è la Moefication? Semplice: prendere qualcosa (non importa che sia un oggetto, un animale, una persona, un qualsiasi cosa insomma) e renderlo MOE. Cosa significa rendere MOE qualcosa? Angolo della cultura (cioè Wikipedia)!

Tale pagina ci istruisce:

Moe (萌え moe?) è una parola giapponese che originariamente si riferisce all'attrazione o all'amore per i personaggi dei videogiochi, degli anime e dei manga. Per esempio, meganekko-moe (眼鏡っ娘萌え "moe per le ragazze con gli occhiali"?), descrive una persona che è attratta da personaggi con gli occhiali. Il termine ha poi assunto un significato più generale, corrispondente ad un hobby, un entusiasmo, una passione. Per esempio, tetsudō-moe (鉄道萌え "moe per i treni"?), è semplicemente un interessamento appassionato verso i treni.

"Moe!" è anche utilizzato nella comunità degli otaku come una interiezione che si riferisce ad un personaggio che l'interlocutore considera un moekko, una ragazza candida oppure una persona affascinante e graziosa. La moekko è una ragazza considerata carina e dall'aspetto dolce e innocente, ingenua, vergognosa e ancora inesperta nei rapporti con l'altro sesso, e imbranata, ma inconsapevolmente attraente. Spesso viene considerato un termine senza un significato preciso e assoluto, ma che si utilizza associato a personaggi ritenuti graziosi, adorabili. Viene anche utilizzato in alcuni anime, come Host Club - Amore in affitto, Lucky Star, Maid Sama!, e La malinconia di Haruhi Suzumiya.

Secondo Google Immagini se scrivo "Moe" questo è quello che sto cercando.
Ora. A mio avviso, complice le Imageboard (di cui ammetto ahimè di essere un assiduo frequentatore) la situazione è completamente andata fuori controllo, sia a livello di produzione amatoriale sia a livello di produzione ufficiale. Mi spiego meglio. Facciamo un passo indietro. Ai tempi dei personaggi che aprono questo post, le famose OS-Tan.

Ripeto, sembrava una cosa così carina all'inizio...

Allora, sempre secondo Wikipedia le Os-tan sono:

Un piccolo fenomeno di Internet nato all'interno del Futaba Channel (una BBS molto popolare in Giappone, conosciuta all'estero come 2Chan), le OS-tan (nome composto da OS = Operating System, e -tan, un titolo onorifico Giapponese attribuito alle persone, più precisamente una versione infantile di "-chan") o semplicemente OS Girls (Le ragazze OS) sono la personificazione di vari Sistemi Operativi, principalmente Windows, da parte di vari artisti giapponesi amatoriali. Una creazione dei fan, l'aspetto di ogni personaggio rimane generalmente invariata tra i vari artisti. I sistemi operativi sono quasi sempre ritratti come donne, le ragazze Windows sono sorelle, nonostante possano sembrare spesso avere la stessa età.

Grazie alla condivisione del fenomeno, molte altri dettagli sono stati inseriti. Per esempio le dimensioni del seno e l'appetito delle Os-tan è rappresentazione delle loro richieste di memoria, infatti Xp-tan è quella meglio carrozzata, visto all'epoca la sua nomea di "memory-hog". Il fenomeno si è espanso in doujinshi (contenenti parodie erotiche e non dei personaggi), gadget autoprodotti (tra cui action figure) e molto altro. Fino arrivare alla creazione da parte di Microsoft nel 2009 della Os-tan ufficiale di Windows 7, ovvero Nanami Madobe.


Se in giappone acquistavate la versione Windows 7 Ultimate DSP avreste ricevuto in regalo una serie di add on, tra cui il tema ufficiale di Nanami Madobe, a cui Nana Mizuki ha prestato la voce. Però vi assicuro che dopo una giornata in cui non fa altro che dire chin~ ogni volta che ingrandite una finestra, la vorreste prendere per i piedi e affogarla nel cesso più schifoso della più vicina stazione dei treni. Ovviamente la Microsoft ha deciso di replicare e visto che ora Windows 8 è in vendita...


I loro nomi sono Yuu Madobe e Ai Madobe. Visto il cognome uguale a Nanami, è logico pensare che siano sorelle. Approposito, Madobe significa Finestra. Fantasia portami via... Tutto questo però non deve stupire perché non è altro che un fenomeno vecchio quanto il mondo chiamato "personificazione"/"antropomorfizzazione" (anche se non sono esattamente la stessa cosa, ma per rendere tutto più semplice ho accorpato i termini) che ha permesso dall'alba dei tempi la nascita di miti e leggende. Il tutto, ma questo si tratta di una mia  pura opinione persone, che lo Shintoismo, che vede in ogni cosa uno spirito, ha ulteriormente accentuato. Quindi non ci stupiamo se abbiamo personificazione di aerei e carri armati, come le "Mecha Musume" create per una serie di trading figure della Konami.


 Oppure le storiche, ma sempre apprezzatissime Gundam Girls.
Oppure un anime/yonkoma (strisce a fumetti composte di 4 vignette) di nome Upotte!! dove i personaggi sono la personificazione di fucili d'assalto/precisione.
Da sinistra/destra: Funco-FNC, Ichiroku-M16A4, Sig-SG550, Eru-L85A1.
Del resto Zeus non è una personificazione? Solo che all'epoca non sarebbe stato rappresentato come una ragazzina che invece di parlare squittisce (purtroppo Google non mi ha aiutato a trovare una versione Moe di Zeus :( ).

 Ma Hetal-- Sì, ho evitato Hetalia volontariamente anche sei i protagonisti sono personifcazione di paesi durante la seconda guerra mondiale. No, non ne voglio parlare. Fujoshi, please. (se non sapete cosa significa fujoshi, Google è vostra amica e probabilmente ha già la sua mascotte Moe come hanno i Browser).  

Apparte tutto questo, quello che non capisco e accetto di questa parte del fenomeno è la MOETIZZAZIONE di figure storiche.

Inchinatevi a Mao-Tan!
In Giappone è uscito un libro di nome Nyotaika!! Sekai no Dokusaisha Retsuden (che secondo quelli di Anime News Network da cui ho ripreso la notizia insieme ad Akiba Blog, significherebbe qualcosa come "Trasformati in femmine!! Biografie dei dittatori mondiali") che presenta delle biografie di personaggi storici famosi però rappresentati come fossero ragazzine Moe. Degli esempi? Non avete che da chiedere!

Questa è Mao Tse-Tung.
Questa è Kim Il-Sung, predecessore di Kim Jong-il.
E questa sarebbe Saddam Hussein... Bei reggicalze.
Apparte il fatto che il libro ha più di SETTANTA biografie, quelli che più minteressano sono i picchi di assurdità. Uno in particolare poi voglio tenermelo per ultimo.

Adolf Hitler.
Joseph Stalin.
Pol Pot.
Josip Broz Tito.
Fi... Fidel Castro?!
Rafael Trujillo.
Mu'ammar Gheddafi.
Omar Hasan Ahmad al-Bashir, che visto com'è personificata sicuramente sarà apparsa in qualche manga hentai. Altrimenti è un vero spreco. Aspetta... la riconosco, è quella gangbanghizzata di "Man Machine Interface" di Shirow!
Ma è qui che arriviamo al capolavoro massimo. 
Questa secondo tale libro è
BENITO MUSSOLINI

UNA
CAZZO
DI
CAPO 
CLASSE
MANGA.

Fanculo a tutti quei libri storici del cazzo che si sforzano di essere obbiettivi e imparziali! A fanculo tutti i barbosi saggi che tanto non leggerete mai!

QUESTA è la rappresentazione perfetta di ciò che è stato
IL DUCE in Italia durante il ventennio!

UNA!
CAZZO!
DI!
CAPO!
CLASSE!
MANGA!
CON!
MUTANDINE!
IN!
VISTA! 
Grazie Giappone... grazie...

23/10/12

Pensieri su "Les bêtes de Black City Vol. 02"


Sono sincero, la foto sopra mi fa un certo effetto e non sto di certo parlando dei filtri "hipster" di Istagram. Anche se certe volte ammetto che rendono le cose più fighe (anche fossero i "ricordini" di cane per terra).

Si tratta di un fascicolo di 49 pagine che raccoglie la sceneggiatura di 44 pagine del secondo volume de "Le bestie di Black City" (Les bêtes de Black City). Un fascicolo che con la sua semplice esistenza mi stupisce.

Spesso, sia nel passato che nel presente, mi sono ritrovato a pensare che la parte più noiosa di tutto il processo di scrittura sia quella di tirare fuori le idee dalla testa e di concretizzarle su carta/file di Open Office. Si ha quasi la sensazione di "ripetere l'ovvio". 

In realtà non è affatto così, per il semplice fatto che spesso si tratta di una operazione molto pericolosa. Tutto ciò che nella tua mente è perfetto, molto concreto, che si incastra perfettamente come gli ingranaggi di un orologio può inevitabilmente franare. Può distruggere un progetto che praticamente era pronto.

Di questo ho avuto un'esperienza diretta con un progetto, che a questo punto non so se riprenderò mai più, ad uno stadio avanzatissimo di scrittura. Un mio carissimo amico però, facendomi notare una piccolissima incongruenza di date, l'ha praticamente annientato fin nelle sue fondamenta. All'epoca sono dovuto ripartire dal principio, ma poi mi sono fermato. Quel progetto è ancora lì, chiuso in una cartella del Mac.

Cose che succedono. In fondo si tratta delle semplici regole del gioco.

Per tornare a Black City II posso affermare che per molti motivi si tratta di un lavoro importantissimo per me.
  • E' il secondo volume di una trilogia che ha fatto nascere una collaborazione tra e un disegnatore, Lorenzo Nuti, che spacca il culo ai passeri.
  • E' il secondo volume di una trilogia. Non avrei mai pensato di scrivere il secondo volume di una cosa pensata da me e già questo...
  • E' stato scritto in un periodo di tempo lungo in cui ne sono successe di cotte e di crude. Sia a livello personale che alle persone intorno a me. Ricorderò forse più gli avvenimenti che sono accorsi durante la lavorazione di questo secondo capitolo che della storia di vendetta di Jodie, Eloise e Enna.
  • Il volume uscirà al Festival International de la Bande Dessinée di Angouleme. Per me sarà la mia prima volta "dall'altra parte della barricata" e devo ammettere di aver iniziato a fare la "stecca" sul calendario già con un certo nervosismo. Ansia da "prestazione" che non mi farà nemmeno dire Merçi? Sicuramente.
C'è una cosa che, a dire il vero, mi preoccupa. Al di là del fatto se il volume piacerà o meno, quello che mi sta facendo profondamente pensare è il rapporto che sto avendo con le cose che scrivo. 

La sceneggiatura di questo volume è venuta fuori molto "densa" e cattiva, come se mi stessi sfogando di cose personali. Questo ha fatto sì che in fase di revisione mi sia domandato Ma sta roba l'ho scritta io? So benissimo che dovrei scrivere quello che in fondo mi piace o quello che voglio realmente scrivere, ma sto incominciando a pensare che con Black City II ho scritto anche di cose di cui non mi piace scrivere, come se ormai Jodie, Eloise e Enna siano qualcosa che sta continuando indipendentemente da me.

Questa cosa e la cosa che mi fa più paura di tutte.

Ho paura che una notte mi sveglierò senza più palle, con le mani e con i piedi amputati e cosparso di olio da lanterna. Con Jodie che mi sta per dare fuoco con una delle sue sigarette, con Enna che impugna con una mano il suo coltello e con l'altra le mie palle e con Eloise che si tiene appoggiata sulle spalle un'ascia sanguinante.

E avrebbero anche ragione a farlo.